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Caraibi,
isole nella corrente |
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ISOLE SOTTOVENTO |
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ANGUILLA |
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I primi ad
insediarsi sull' isola furono gli indiani Arawak, con
grandi villaggi a Sandy Ground, Meads Bay, Rendezvous
Bay e Island Harbour.
Poi arrivarono gli spagnoli, ma si fermarono poco.
Giusto il tempo di dare il nome all' isola, che venne
chiamata Anguilla per la sua forma allungata.
Quindi arrivarono gli inglesi i quali che la occuparono
a lungo, malgrado i tentativi di conquista da parte dei
francesi.
Sotto il controllo inglese Anguilla produsse ed esportò
cotone, tabacco, sale e rum. |
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Nel 1967, gli
inglesi decisero di costituire un' unione politica tra
Anguilla e altri due possedimenti britannici caraibici:
le isole di St Kitts e Nevis.
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L' idea era di
creare una nuova nazione caraibica, l' Associate State
of St Kitts-Nevis-Anguilla, di cui la gran Bretagna
avrebbe continuato a gestire gli affari esteri ed esteri
e la difesa.
Ma dopo due mesi dalla sua costituzione, a causa di
contrasti con l' isola più potente St. Kitts, ci fu una
pericolosa sommossa con blocco della pista d'
atterraggio.
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Gli inglesi
decisero di inviare truppe della marina britannica nelle
acque di Anguilla.
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I Royal Marines
nel 1969, sbarcarono sull' isola senza incontrare
resistenza anzi gli isolani li accolsero con gioia come
se fosse il giorno della liberazione. |
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Anguilla è
tuttora parte dei territori caraibici della corona
inglese. |
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Il Regno Unito,
accettando di sciogliere l' unione che la legava a St
Kitts, amministra Anguilla con uno statuto coloniale,
che garantisce alle autorità locali il pieno potere
sull' attività amministrativa. |
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ANTIGUA & BARBUDA |
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Cristoforo
Colombo la sfiorò nel 1493, ma fu un altro Cristoforo,
Sir Christopher Codrington a passare alla storia, 150
anni più tardi, come il primo scopritore di Antigua.
Codrington, uomo pieno di risorse, iniziò a produrre in
larga scala lo zucchero di canna, il cui commercio rese
Antigua ricchissima e molto fiorente nei suoi traffici,
per quasi un secolo. Alla metà circa del XVIII secolo
l'isola era un autentico modello di piantagioni e
stabilimento per la coltivazione e la lavorazione della
canna da zucchero, e le testimonianze di
quest' intensissima attività sono evidenti in tutta
l'isola, in ciò che resta di quelle piantagioni
trasformate in fattorie, alberghi, ristoranti.
La
maggior parte degli abitanti di Antigua sono di
discendenza africana: sono gli eredi degli schiavi che
furono deportati qui proprio per la coltivazione della
canna da zucchero, ma la storia delle civiltà che hanno
abitato quest'isola risale ad almeno duemila anni prima
di Cristo.
Il primo insediamento, che gli storici riportano al 2400
a.C., sarebbe appartenuto agli indiani Siboney, una
tribù indiana pacifica e dedita all'agricoltura più che
alla pesca e alla caccia. Poi arrivarono i più bellicosi Arawak e, infine, gli europei che si stabilirono
stanzialmente con lo sbarco di Sir Codrington. |
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Definito
"la porta d'accesso dei Caraibi", Antigua è l' isola
caraibica più ricca di storia, molto ben restaurata
dalle autorità Britanniche. English
Harbour è, a tutt'oggi, l'attrazione più famosa
e più visitata di Antigua: si tratta di un porto
perfetto a protezione dei traffici commerciali
dell'isola. Da qui passò Orazio Nelson, non
ancora ammiraglio, del quale resta, oltre a un
monumento, anche il celebre Dockyard, un
porticciolo ricchissimo di attività commerciali
e artigianali uno degli scorci più belli
dell'isola. Abbandonato dalla Royal Navy alla
fine del 1800 e completamente restaurato, con
interventi durati oltre vent'anni, ospita yacht
e velieri d'altura tra i più belli del mondo. Passa
spesso da Antigua la Storia, ed è sempre storia
navale, da Colombo a Nelson in avanti.
Storia intensa, di qualità, verrebbe da dire di
classe, come è l'isola. |
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Dalle cronache del 1938: “Il Governo tedesco ha
chiesto ufficialmente il permesso di attracco a
English Harbour, meglio noto come il porto di
Nelson, per una delle sue più moderne navi da
battaglia, la corazzata Graf Spee. Permesso
concesso perchè i rapporti tra Gran Bretagna e Germania
non sono mai stati così buoni. Alle dieci del mattino, nel giorno del cambio del
Governatore inglese, ecco la Graf Spee che entra,
lentissima e imponente, a English Harbour. Nel porto
gremito di folla il silenzio è totale. |
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Brandeggiano per andare in
punteria, i giganteschi cannoni da 280.
Col fiato sospeso e gli occhi sbarrati la gente li segue
ipnotizzata. La mira si
ferma sul palazzo del Governatore.
A rompere il silenzio e far tremare l’isola è una lingua
di fuoco seguita da un boato che fa chinare tutte le
teste. Poi, l’urlo della folla. Migliaia di
sguardi corrono dal palazzo del Governatore, in perfetta
salute, ai compensatori di fuoco dei grossi calibri
della corazzata.
Il vento, come un sospiro di sollievo, li pulisce
sgombrandoli dal bianco dei colpi a salve, omaggio
indimenticabile al Governatore britannico. |
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MONTSERRAT |
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Territorio
d'oltremare del Regno Unito, è un'i sola delle Piccole
Antille nel Mar dei Caraibi, nel gruppo delle Isole
Leeward. Il nome deriva dal monte presso Barcellona
(Catalogna, Spagna) datogli da Cristoforo Colombo nel
1493. |
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Conosciuta come l’ isola di smeraldo dei Caraibi per
l’eredità culturale irlandese e le lussureggianti
foreste pluviali, Montserrat dà il benvenuto ai
visitatori con un bel timbro verde a forma di trifoglio. Per secoli se la contesero Arawaky e Caribi, poi a Montserrat arrivarono gli irlandesi.
Il primo insediamento europeo data dal 1632 e fu di
cattolici inglesi e irlandesi deportati li da Thomas
Warner, governatore della Protestante isola di St Kitts. |
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Così Montserrat divenne un rifugio per altri Irlandesi
cattolici perseguitati nel Regno Unito, fino a
trasformarsi in una combinazione di Inglesi, Scozzesi e
Africani. |
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A prevalere culturalmente furono gli Irlandesi, tanto
che Montserrat è l’ unica isola dei Caraibi che osserva
il giorno di San Patrizio come vacanza ufficiale, con
concerti musicali, feste in maschera e altre attività
tradizionali. |
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ST. KITTS & NEVIS |
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Dal mare, nel
1493 Cristoforo Colombo avvistò un imponente vulcano
spento al centro di Nevis che gli deve il nome, perché
il fantasioso navigante pensava che la sua vetta,
nascosta dalle nuvole, fosse ammantata di neve.
Colombo pensava anche di essere il primo uomo a sbarcare
sull' isola.
Invece no, la storia di Kitts e Nevis comincia al tempo
dell' Egitto pre-dinastico.
Dalla Florida, intorno al 3000 avanti Cristo, migrarono
qui masse di cacciatori pescatori denominati il Popolo
Aracico. Durarono qualche centinaio di anni, poi
scomparvero.
Nel 1000 a.c. arrivò una popolazione di agricoltori,
migrante dal fiume Orinoco, in Venezuela.
Nell' 800 dc gli Arawaki ne presero il posto, per essere
scacciati o sterminati nel 1300 dc dai soliti duri del
golfo, i guerrieri Caribi.
Nel 1493 giunsero gli spagnoli con Colombo, decisero che
non valeva la pena affrontare i pericolosi Caribi e la
vera occupazione europea di St Kitts e Nevis comincia
nel 1623, quando St Kitts, colonizzata da Sir Thomas fu
sede del primo possedimento inglese nelle Indie
Occidentali.
L’ anno seguente i francesi colonizzarono un’ altra
parte dell’ isola, situazione tollerata da Warner per
affrontare i Caribi non da solo.
Dopo aver massacrato i Caribi con una serie di
battaglie, inglesi e francesi si scontrarono per il
predominio sull’ isola e St Kitts passò più volte di
mano tra le due potenze prima che il Trattato di Parigi
del 1783 ne decretasse definitivamente il possesso agli
inglesi.
Le piantagioni di canna da zucchero, intanto, venivano
coltivate con faticoso successo dagli schiavi africani
che avevano rimpiazzato i Caribi.
Nevis ha una storia simile. Nel 1628 sir Warner inviò
dei coloni a fondare un insediamento inglese sulla costa
ovest e nel tempo, a parte il terremoto del 1680, la
colonia prosperò, dando origine a una delle più floride
economie di piantagione dei Caraibi Orientali.
La locale industria turistica venne avviata nel XVIII
secolo, quando i bagni termali erano frequentati da
numerosi membri dell’ élite inglese. Nel 1816 gli
inglesi unirono St Kitts e Nevis a formare un’ unica
colonia con Anguilla e le Isole Vergini.
Nel 1958 le isole entrarono a far parte della
Federazione delle Indie Occidentali, un ambizioso ma non
riuscito tentativo di unire tutte le colonie britanniche
dei Caraibi in un’ unica entità politica. Quando la
federazione si sciolse nel 1962, gli inglesi formarono
un nuovo stato comprendente St Kitts, Nevis e Anguilla.
Nel febbraio 1967 le tre isole ottennero l’ indipendenza
dalla Corona e diventarono uno Stato Associato, con
capitale Basseterre.
Pochi mesi dopo Anguilla, temendo di essere dominata
dalla più grande St Kitts, si ribellò ridiventando un
possedimento inglese. Anche Nevis temeva St Kitts, ma
dopo un periodo di disordini acconsentì all’ unione
ottenendo un maggior grado di autonomia interna e il
diritto di fare una secessione in futuro, se la
situazione fosse cambiata.
Solo dopo che le suddette concessioni furono sancite da
una nuova costituzione, St Kitts e Nevis divennero nel
1983 un unico stato confederato all’ interno del
Commonwealth. |
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ISOLE VERGINI
BRITANNICHE |
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ISOLE
VERGINI BRITANNICHE |
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Il primo europeo a posare gli occhi
sulle Isole Vergini fu Cristoforo Colombo nel 1493, nel
suo secondo viaggio.
Colombo chiamò l' arcipelago Santa Ursula e le sue
11.000 Vergini, poi abbreviato in Le Vergini. La prima
isola a cui diede il nome fu Virgin Gorda, la Vergine
Grassa, per la sua forma e perchè pensava fosse la più
grande del gruppo.
A seguito della scoperta, la Corona
Spagnola reclamò le isole , ma non le occupò mai.
Qualcuno, da Puerto Rico, ci andava di tanto in tanto a
pescare.
Nel 1517 Sebastiano Caboto le visitò. |
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Sir John Hawkins, a partire dal 1542,
le visitò tre volte e nel terzo viaggio portò il giovane
capitano Francis Drake, suo nipote, destinato a passare
alla storia come Corsaro della Regina e a dare il nome
al Canale delle Vergini, tra cui imperversò
navigando e combattendo per la Corona dal 1563 al 1595,
anno della sua morteMa a organizzare il primo
insediamento stabile alle Vergini nel 1615 , fu un
corsaro Olandese,
Joost
van Dyk , per coltivare a Tortola
cotone e tabacco.
Nel
1625 van Dyk fu
riconosciuto padrone di Tortola dalla
Dutch West India Company,
diede supporto logistico all' Ammiraglio olandese
Boudewijn Hendricksz,
per il saccheggio di
San Juan, Puerto Rico
e subì la vendetta degli spagnoli
nello stesso anno, che distrussero l' insediamento di
Tortola. |
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Joost van Dyk fuggì sull' isola vicina, che prese poi il
suo nome. Spagnoli e Olandesi si contesero le
Vergini fino al 1672, quando le isole passarono
definitivamente sotto il controllo britannico, alla fine
della Terza Guerra anglo – olandese. |
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Nonostante questo, la colonizzazione
delle Vergini fu lenta e combattuta, con frequenti
incursioni spagnole e olandesi nell' arcipelago.
Soprattutto, legge e ordine stavano da un' altra
parte, essendo gli anni tra il 1650 e il 1725
gli anni d' oro della Pirateria e dei Corsari,
che nell' arcipelago
delle Vergini hanno scritto il meglio e il
peggio della loro storia. Tanto da lasciare una scia indelebile di
misteri, tesori sommersi, leggenda e avventura nella
memoria delle Isole Vergini. Nel 1709 il Governatore Parke diceva
che “questa gente vive come dei selvaggi senza rispetto
alcuno della legge nel' del Governo”.
Nel 1773 le Isole Vergini ebbero finalmente una loro
legge, ma la situazione di fatto non cambiò. |
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Nel 1810, il Governatore George
Elliot espresse, aggravandole, le stesse opinioni del
suo lontano predecessore Parke, parlando di stato di
assoluta anarchia e, di Tortola disse: questo è il
posto più miserabile e peggio abitato di tutti i
possedimenti inglesi, il più malsano, dove la vita è
esagerata in tutto tranne che nella presenza di gente
onesta. |
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A completare il quadro, il commercio
brutale degli schiavi, osteggiato solo da una minoranza
Quacchera, secondo cui “uno dei più importanti aspetti
della storia delle Vergini Britanniche è la
schiavitù ”. |
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E la storia della schiavitù è storia
di piantagioni di zucchero e cotone, tra infinite
rivolte schiave sempre soffocate nel sangue. Qui, più
ancora che in altre isole del caribe. |
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Perfino l' abolizione della
schiavitù, attuata per gradi, a partire dal 1834, non
pose fine al malessere di queste isole e alle
insurrezioni, anche perchè la vita degli ex schiavi era
ben poco cambiata. Con il declino economico dell'
industria dello zucchero e la chiusura delle piantagioni
erano in troppi a vivere sotto il livello di
sussistenza. |
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A peggiorare le cose, ci fu una lunga
serie di uragani devastanti a partire tra il 1837 e il
1871. |
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Dal 1853 furono di nuovo decenni bui,
riassunti nelle parole “declino e disordine” fino al
1901, quando le Vergini vennero amministrate
direttamente dal Governatore delle Leeward Islands, che
nominò un commissario e un consiglio esecutivo. |
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Tornò l' ordine, ma non la prosperità
, nè i servizi sociali. L' emigrazione era molto
alta specie verso St. Thomas e la Repubblica Dominicana. |
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Le due guerre mondiali in cui si
trovò impegnata la Gran Bretagna tra il 1914 e il 1945
non migliorarono le cose. |
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Fu solo con lo sviluppo del turismo
dal 1950 e dei servizi finanziari offshore dal 1970, che
le Isole Vergini Britanniche hanno trovato nuova
prosperità. Un po' di elite e un po' corsara, dicono
alcuni. Ma il risultato economico non manca. Le Vergini
vantano oggi uno dei livelli di vita più elevati dei
Caraibi. |
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ISOLE VERGINI USA |
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ST. CROIX |
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Sette bandiere
diverse hanno sventolato su Saint Croix.
Senza contare le insegne dei Caraibi.
St Croix venne colonizzata da Spagna, Inghilterra,
Olanda, Francia, Cavalieri di Malta, Danimarca e Stati
Uniti.
Cristoforo Colombo sbarcò sull' isola il 14
novembre 1493, alle foci del Salt River: con i
Caribi fu subito guerra e si contarono caduti da
ambo le parti. Colombo chiamò l' isola Santa
Cruz , piantò la bandiera spagnola e spagnolo fu
il primo tentativo di colonizzazione. Che durò
oltre cento anni, tra lotte continue con i
Caribi. Abbandonarono
esausti l' isola agli inizi del 1600 gli spagnoli,
presto sostituiti da inglesi e olandesi, che
cominciarono a combattersi a vicenda e contro i Caribi.
Gli olandesi mollarono per primi, ma con un colpo di
mano nel 1650 la Spagna si riprese l' isola.
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Per essere a
sua volta scacciata dalla Francia. A governare St Croix
furono poi i Cavalieri di Malta, quando Phillippe de
Longvilliers de Poincy, governatore della colonia
francese di St. Kitts ne prese possesso nel 1660, per
venderla cinque anni dopo alla Compagnia delle Indie
Occidentali di Francia. Con il governatore Dubois, la
colonia divenne prospera e ricca, con oltre 90
piantagioni tra tabacco, cotone e canna da zucchero.
Dopo Dubois, il declino. Gli europei abbandonarono l'
isola fino al 1733, quando venne ceduta alla Compagnia
Danese delle Indie Occidentali. |
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Come Roma ai
tempi di Romolo e come la Legione Straniera millenni
dopo, la Compagnia Danese aprì le porte a
transfughi e perseguitati di ogni genere, nazionalità
e religione, tra cui Ebrei Sefarditi, Ugonotti, e
Inglesi del dissenso.
Di qui,avrebbe detto Tito Livio, il nuovo decollo
economico dell' isola.
La schiavitù, abolita per legge nel 1848, continuò
di fatto fino al 1878, quando una delle due città di St
Croix fu messa a ferro e fuoco durante la grande rivolta
dei lavoratori. |
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Nel 1917 la
Danimarca cedette l' isola agli USA per 25 milioni di
dollari in oro.
Da allora la bandiera a stelle e strisce, la settima nel
tempo, sventola su St. Croix. |
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ST. JOHN |
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Molto tempo
prima dell’ arrivo dei Danesi, prima ancora dello sbarco
di Colombo che aveva scoperto e dato il nome alle isole,
popolazioni provenienti dal Sud America erano sbarcate a
St. John tra il 2000 e il 1000 A.C. insediandosi sull’
isola stabilmente.
Si trattava
degli Ortoroid, il primo gruppo etnico di cui oggi si
abbiano tracce storiche. Non si sa bene quale sia stato
il loro destino, ma, ad un certo punto, la loro cultura
si estinse senza che ancora oggi se ne conosca il
motivo. A loro
succedettero i Cedrosan Saladoid che dall’
America Latina raggiunsero le Vergini intorno al
200 A.C.. Conoscevano la tecnica di lavorazione
della ceramica e praticavano l’ agricoltura.
Crearono dunque degli insediamenti agrari
durevoli nel tempo, che diedero loro la
possibilità di spingersi oltre la pura economia
di sussistenza, come dimostrerebbe la
ricercatezza degli artefatti rinvenuti, ricchi
di figure ornamentali rappresentanti soggetti
legati alla religione, alla casa ed a storie
personali. Tra il 600 e il
1200 D.C. giunse sull’isola una nuova popolazione: gli
Osionoid, che cominciarono a sviluppare una cultura ed
uno stile dì vita apertamente Caraibico. |
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Il loro declino
ebbe inizio con lo sbarco di Colombo alle Vergini e le
successive conquiste coloniali delle potenze Europee. In
pochi anni gli indigeni scomparvero quasi del tutto. La
prima dominazione europea - quella spagnola - ebbe la
sola intenzione di raccogliere le risorse naturali
dell’isola e di procurarsi schiavi per le miniere di
altre regioni del Nuovo Mondo, senza alcun interesse
iniziale per lo sfruttamento agricolo.
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Tra il 1508 ed
il 1520, quando le risorse di Hispaniola cominciarono a
scarseggiare, gli Spagnoli si avventurarono alla
conquista di altre isole tra le Grandi Antille: Puerto
Rico, Cuba e la Giamaica.
Fu allora che cominciarono a sfruttare anche le isole
più piccole, come quelle dell’Arcipelago delle Vergini.
Verso il 1520 le Isole del nord, le Leewards, con
eccezione di St. Kitts & Nevis, così come le isole
Windwards, St. Lucia, Tobago e Barbados, furono
completamente spopolate. |
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Nei Caraibi,
gli Spagnoli mantennero un forte controllo sulle grandi
isole, approdi strategici per il rifornimento delle navi
Spagnole che nel diciassettesimo secolo navigavano tra
il continente Americano ed i maggiori porti iberici.
Sulle
isole più piccole la presa della corona spagnola
si fece invece più lenta, aprendo in questo modo
la strada ad altre potenze Europee.
Inglesi, Francesi, Olandesi, Portoghesi,
Spagnoli espatriati, nonché Black Carib,
discendenti di razza mista dei sopravvissuti
nativi, si alternarono nel controllo delle
piccole isole caraibiche sfruttandone le risorse
commerciali ed agricole.
A metà del
1700, quasi tutte le isole orientali dei Caraibi
lasciate vacanti dagli Spagnoli furono occupate da altre
nazioni Europee. |
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Le Vergini passarono sotto il controllo di molte potenze
finché nel 1665 arrivarono i Danesi, guidati da un
gruppo di Copenhagen diretto alla colonizzazione di St.
Thomas per conto della Corona e della bandiera Danese. |
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Bandiera Danese
che arrivò anche a Coral Bay, St John, nel 1718, con la
creazione della proprietà terriera Estate Carolina. Da
quel momento l’espansione delle attività commerciali fu
rapida e nel 1733 St John poteva già contare 109
piantagioni di canna da zucchero e di cotone. Ancora
oggi, gli antichi nomi delle piantagioni di St. John,
quali Carolina, Enighed ed Adrian, sono usati per
identificare le diverse zone dell’isola. |
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Con lo sviluppo
delle coltivazioni crebbe anche il fabbisogno della
manodopera e la richiesta di schiavi, forzatamente
importati dall’Africa. L’emancipazione degli schiavi nel
1848 coincise con il declino dell’economia delle
piantagioni e la conseguente decadenza dello splendore
coloniale dell’isola. La popolazione diminuì
sensibilmente mentre, nel giro di pochi anni, la
produzione di rum divenne l’industria primaria dell’
isola. |
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Gli Stati Uniti
acquistarono le Vergini nel 1917, ed a partire dagli
anni ‘30 l’industria del turismo cominciò ad acquisire
un’importanza fondamentale per l’economia delle isole.
Nel 1956 il magnate e miliardario Rockfeller, già
proprietario di una grande parte della superficie di St.
John, chiese al Governo Federale di trasformare l’ isola
in Parco Nazionale. |
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ST.
THOMAS |
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Corsari o
Pirati?
Il pacifico popolo dei Ciboney abitò l' isola fin dal
1500 ac.
A soppiantarli ci pensarono gli Arawak, a loro
volta eliminati dai Caribi. Colombo avvistò l' isola nel
1493, nel suo secondo viaggio e alla Spagna bastarono
dieci anni per sbarazzarsi dei Caribi, meno agguerriti
del solito.
Nei successivi 150 anni St. Thomas fu approdo e
base operativa di Pirati e Corsari. I
Corsari erano armatori di navi da guerra private
con licenza di corsa da parte dei governi
Inglesi, Olandesi e Francesi allestite per la
Guerra di Corsa, finanziata dai rispettivi
governi contro i possedimenti e le navi della
Corona Spagnola.
Molti corsari, divennero eroi, mentre i
“Fratelli della Costa” furono veri e propri
pirati. |
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Fino al 1700 la
pirateria colpiva il commercio nei Caraibi, contando su
appoggi e rifugi sicuri a St. Thomas.
Le navi predate cariche di mercanzie passavano tutte per
il suo porto con la complicità dei Governatori
locali che proteggevano molti dei comandanti fuori
legge.Condannandone ogni tanto qualcuno, quando esagerava. |
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A St.
Thomas fu impiccato Captain Kidd, mentre, Edward
Teach, il Pirata Barbanera, frequentatore
assiduo, divenne famoso col soprannome
Blackbeard, a causa della sua folta barba nera,
e con la sua nave Queen Anne’ s Revenge, La
Vendetta della Regina Anna.
L’ aiuto e la protezione di briganti che
spendevano in donne e rum era considerato un
buon business, fino a quando non divenne un
gioco politico. L’ epoca d’ oro
dei Pirati terminò intorno al 1725, ma il primo duro
colpo arrivò con la conquista Danese del 1666, quando le
piantagioni e la raccolta della canna da zucchero con
gli schiavi divennero le principali attività economiche
e i Danesi spazzarono via chi appoggiava i pirati e i
loro traffici. Agli inizi del
1700 St Thomas fu dichiarata porto franco dal re
Federico V di Danimarca e tale resta tuttora.
Col declino
dello zucchero e con l' abolizione della schiavitù
St. Thomas perse parte delle attrattive economiche, ma
non la sua posizione strategica. |
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A comprare St
Thomas nel 1917 insieme con Saint John e Saint Croix
furono gli USA con $25 milioni di dollari, per
rafforzare il controllo sui Caraibi e sul Canale di
Panama durante la prima guerra mondiale. |
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PUERTO RICO |
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PUERTO
RICO |
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Quando
nel 1493 arrivò Colombo, l' isola era abitata
dai taínos. Questo pacifico popolo aveva una
cultura, un linguaggio e un sistema religioso
piuttosto sofisticati. I capi dei taínos
potevano essere sia donne sia uomini, una cosa
rara, come il fatto che le donne potevano avere
più di un marito. I taínos ricevevano profezie
dai loro dei e dai morti attraverso pratiche di
espansione della coscienza come l' inalazione di
una polvere allucinogena fatta di semi
di cohoba e conchiglie frantumate. I taínos erano
molto abili nei giochi col pallone: furono loro a
inventare la palla di gomma; i risultati delle loro
partite avevano addirittura valore di oracolo.
I coloni
spagnoli arrivarono nel 1508 dall' isola di Hispaniola
con Juan Ponce de León, schiavizzarono ed
evangelizzarono i taínos, esponendoli alle malattie
provenienti dall'Europa. In breve tempo i taínos si
estinsero e oggi le loro leggende, la lingua e i nomi
che avevano dato ai luoghi in Portorico sono quasi
completamente dimenticati. |
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Gli
spagnoli si stabilirono a San Juan, che divenne
uno degli avamposti strategici del Nuovo Mondo.
Durante il secolo seguente la città fu
fortificata per essere difesa dalle incursioni
marittime degli inglesi, dei francesi e degli
olandesi.
Quando gli spagnoli imposero le proprie regole
controllando
il commercio regionale, il
Portorico cominciò a importare schiavi dall'Africa e,
durante il XVI e XVII secolo, si dedicò alla
coltivazione dello zucchero, del cotone e alle
piantagioni di tabacco.
Quando la rivoluzione incominciò
a sconvolgere il Nuovo Mondo, gli spagnoli allentarono
la loro politica commerciale totalitaria nel tentativo
di tenere Portorico e Cuba sotto la propria influenza
coloniale. |
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Nel
1897 il Portorico ottenne un certo grado di
autonomia, che fu breve, perché poco dopo,
durante la guerra tra la Spagna e l'America,
l'esercito degli Stati Uniti occupò il paese.
Nonostante le continue richieste di autonomia,
gli Stati Uniti governarono il Portorico come un
protettorato coloniale per i cinquant'anni che
seguirono. |
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I Portoricani
ottennero la cittadinanza statunitense nel 1917, appena
in tempo per effettuare il servizio militare e
partecipare alla prima guerra mondiale. Grazie a riforme
e a investimenti l'economia migliorò, ma la depressione
statunitense degli anni '30 colpì l' isola molto
duramente e il movimento per l'indipendenza ricorse alla
violenza. Durante il secondo conflitto mondiale le forze
militari statunitensi si appropriarono di terreni
agricoli che non sono mai stati restituiti, inclusa la
contesa isola di Vieques. |
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Nel 1944 il
Portorico ottenne il diritto di eleggere il suo
governatore . |
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Nel referendum
del 1951 tre portoricani su quattro scelsero di
diventare un Commonwealth (cioè uno stato libero
associato) degli Stati Uniti anziché rimanere una
colonia. I nazionalisti che volevano l' indipendenza
totale fuggirono negli Stati Uniti dove tentarono di
assassinare il presidente Truman. Circa un milione di
portoricani approfittò della cittadinanza statunitense e
andò a cercare lavoro a New York. |
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Rispetto alla
maggior parte delle altre isole caraibiche il tenore di
vita del Portorico è alto, ma è sempre molto inferiore a
quello degli USA e il tasso di disoccupazione è elevato.
Nel 1993 e nel 1998 i portoricani sono andati al voto e
hanno scelto di mantenere lo stato di Commonwealth
anziché diventare parte degli Stati Uniti. Da allora
sono stati indetti molti referendum per l'annessione di
Porto Rico agli USA, ma ogni volta ad affermarsi sono
stati coloro i quali sostengono sia meglio mantenere la
situazione attuale, ossia la libera associazione.
Principale motivo è la preoccupazione del difficile
inserimento di un popolo di cultura spagnola in un
contesto sociale prevalentemente di lingua inglese. |
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La cultura
portoricana è un misto di tradizioni spagnole, africane
e taíno, con in superficie uno strato di influenza
americana spesso un secolo. Talune zone di San Juan
possono sembrare uguali a qualsiasi città degli Stati
Uniti che abbia una forte presenza di popolazione sud
americana, ma se si esamina un po' più in profondità o
si visitano le campagne ci si imbatterà in una complessa
cultura creola, a cancellare la quale non basta l'
arrivo della Budweiser o dei Burger King. |
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REPUBBLICA DOMINICANA |
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REPUBBLICA DOMINICANA |
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In epoca
precoloniale, l' isola di Hispaniola era abitata da una
popolazione chiamata Taíno, termine che, nella lingua
indigena, aveva il significato di "il buono" o "nobile".
Il 5 Dicembre 1492 le caravelle di Cristoforo Colombo
arrivarono nell' isola, che diventa una colonia spagnola.
Santo Domingo diventa capitale non solo dell'
isola ma anche di tutti i possedimenti spagnoli
nelle terre scoperte da Colombo. Grazie all' opera di vari patrioti, il più importante dei
quali é Juan Pablo Duarte y Diez, é diventata
indipendente dalla Spagna dall' inizio dell'800. Ha
subito l' occupazione haitiana dal 1821 al 1844.
C' é stato un breve periodo di annessione alla Francia. A
partire dal 1861 é stata retta da
presidenti-avventurieri eletti formalmente in maniera
democratica, in realtà espressione di un piccolo gruppo
di potenti. L' insolvenza nel debito estero verso gli
Stati Uniti d'America ha portato a una prima occupazione
militare americana a inizio del secolo XX. |
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Gli é seguita
la dittatura della giunta militare di Rafael Leónidas
Trujillo, che é durata fino al 1961. Al tiranno, ucciso
da una congiura, é succeduto nelle prime elezioni libere
Juan Bosch Gavino, fondatore del Partido Revolucionario
Dominicano (PRD), cresciuto in esilio durante la
dittatura. Le sue posizioni ritenute di sinistra
dall'amministrazione nordamericana - Juan Bosch
professava una vicinanza al regime di Cuba - hanno
portato a una seconda invasione militare americana
(1962-1965), dopo la quale é stato eletto presidente
Joaquín Balaguer Ricardo, in precedenza uno dei più
diretti collaboratori del dittatore Trujillo. |
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Balaguer
ha governato in varie tornate (1966-1978: i dodici anni
di Balaguer; 1984-1996), incarnando un regime
conservatore, perseguitando i nemici politici,
praticando brogli elettorali, permettendo uno stile di
corruzione - non nuovo peraltro, bensì ben radicato
nella mentalità dominicana. Tra i due lunghi periodi di
Balaguer ha governato il PRD, con conseguenze economiche
disastrose. |
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TRINIDAD
& TOBAGO |
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TRINIDAD
& TOBAGO |
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Trinidad fu avvistata nel 1498 da Cristoforo
Colombo in uno dei suoi ultimi viaggi. La
battezzò La Isla de la Trinidad in omaggio alla
Santissima Trinità. I coloni spagnoli ridussero
in schiavitù molti degli abitanti amerindi,
portandoli a lavorare nelle colonie spagnole del
Sud America. Impegnata nella corsa all' oro, la
Spagna dedicò poca attenzione al potenziale
economico di Trinidad, e solo nel 1592 vi fondò
un primo insediamento, San Josef, situato a est
dell' attuale capitale di Port of Spain.
Nei due secoli
successivi i coloni spagnoli tentarono inutilmente di
avviare delle piantagioni di cacao e tabacco, ma il
fallimento di queste coltivazioni e lo scarso interesse
da parte della Corona spagnola lasciarono l' isola poco
sviluppata e pressoché disabitata. Di conseguenza,
gli inglesi se ne impadronirono nel 1797. La schiavitù
fu abolita negli anni' 30 del XIX secolo e gli inglesi
importarono nell' isola migliaia di lavoratori a
contratto, quasi tutti provenienti dall' India, come
manodopera per le piantagioni di canna da zucchero e al
servizio dei coloni. Tale sistema di lavoro a contratto
restò in vigore per oltre un secolo. |
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Anche Tobago fu
avvistata da Colombo e rivendicata come possedimento
spagnolo, ma non seguì alcun tentativo di colonizzarla.
Durante il 1700 passò più volte di mano tra inglesi,
francesi e olandesi , nel 1704 fu dichiarata territorio
neutrale, subito utilizzato dai pirati come base per le
loro incursioni nei Caraibi dell' est.
Gli inglesi vi stabilirono un' amministrazione coloniale
nel 1763, e nel giro di due decenni vi furono importati
10.000 schiavi africani per avviare le piantagioni di
canna da zucchero, cotone e indaco.
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L' economia di
Tobago, basata sulle piantagioni, iniziò a declinare
dopo l' abolizione della schiavitù ma la produzione di
zucchero e rum continuò fino al 1884, quando la ditta
londinese che controllava il mercato fallì. I
proprietari delle piantagioni, non potendo più vendere
lo zucchero e il rum, cedettero oppure abbandonarono le
loro tenute, lasciando l' economia a terra ma quasi
tutti gli isolani con un pezzetto di terra. Chi non
aveva denaro per comprare un terreno, si insediò
semplicemente nelle tenute lasciate libere. |
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Nel 1889 gli
inglesi fecero di Tobago, già dotata di una propria
assemblea legislativa indipendente, la custode della
vicina Trinidad. Le aspirazioni a una maggiore autonomia
si fecero più forti dopo la prima guerra mondiale. |
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La
crisi degli anni '30 provocò una serie di
scioperi e di disordini, e lo sviluppo di un
movimento sindacale nelle isole. Gli inglesi
concessero il suffragio universale agli abitanti
nel 1946 e avviarono una forma di autogoverno,
fino alla piena indipendenza nel 1962.
Nell'
aprile del 1970 le dimostrazioni di piazza del
movimento "Black Power" condussero a una crisi
politica con il rischio di una soluzione
militare, ma il governo riuscì a mantenere il
controllo della situazione e, quando tutto
sembrava volgere al peggio, fu scoperto il
petrolio. E non per caso. |
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Trinidad e
Tobago infatti sono vicinissime alle coste del
Venezuela.
Trinidad, forse ai tempi di Atlantide, deve aver fatto
parte della terraferma del Venezuela. Di qui l'
abbondanza di giacimenti di petrolio e gas naturali,
specie sul lato sud-ovest dell' isola, verso il
Venezuela a sua volta ricco di petrolio. Il boom
economico da petrolio degli anni' 70 ha dato alle isole
nuova prosperità, ma nel luglio 1990 un gruppo
minoritario musulmano tentò un colpo di stato, invadendo
il parlamento. Il mercato petrolifero entrò in
crisi e il governo reagì promuovendo il turismo nelle
isole. |
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Alla fine degli
anni' 90 sono stati scoperti altri giacimenti di
petrolio e di gas naturali, ma il 2003 ha portato un'
altra recessione economica, compromettendo anche la
raffineria di zucchero statale.
E ancora tocca al turismo il rilancio di Trinidad e
Tobago.
Con un aiuto speciale: Trinidad e Tobago, per la loro
posizione geografica, non sono comprese nella fascia dei
Caraibi soggetta agli uragani. |
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TURKS &
CAICOS |
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TURKS &
CAICOS |
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A Cockburn
Town, capitale e unico centro abitato di Grand Turk la
via principale era invasa dalla sabbia. Nessuna
automobile in vista, solo qualche asino tra le case
coloniali color pastello. Un telefono decrepito in una
baracca di legno costituiva tutta la rete di
telecomunicazioni. L' operatore telefonico é in
prigione, disse il custode. Poi aggiunse: non ha fatto
nulla di male, é che arrotonda facendo il secondino. Il
secondino/telefonista raccontò che non fu
Cristoforo Colombo a scoprire Grand Turk, ma,
che il primo europeo – documentato - ad
avvistare le isole fu il conquistatore spagnolo
Juan Ponce de León, nel 1512. L' arrivo degli
europei nell' arcipelago, comunque,
decretò la fine dei taínos, deportati come
schiavi, uccisi o decimati dalle malattie
portate dagli occidentali verso la metà del XVI
secolo.
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Nei secoli
successivi le isole furono contese tra Francia, Spagna e
Inghilterra, e infine assegnate alla Gran Bretagna.
Nonostante le dispute coloniali, però, l' arcipelago era
escluso dalle principali rotte commerciali, non
possedeva oro o ancoraggi decenti, e inoltre vi
scarseggiavano le precipitazioni, cosa che impediva la
coltivazione della canna da zucchero; per cui rimase
disabitato fino al 1678, quando un gruppo di coloni
delle Bermude vi si insediò avviando l' estrazione
del sale e lo sfruttamento del legname. |
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I
mercanti di sale disboscarono i terreni per
creare le salinas, presenti tuttora su diverse
isole. Gran parte del sale veniva imbarcato su
veloci corvette che salpavano per le industrie
produttrici di merluzzo in scatola del New
England e delle Province Marittime del Canada. I coloni delle
Bermude vivevano agiatamente nell' arcipelago, attirando
l' attenzione degli spagnoli e poi del governo delle
Bahamas, e nel 1766 quest' ultimo estese la propria
giurisdizione a comprendere anche le isole. Come le loro
vicine settentrionali, Turks e Caicos divennero poi sede
di pirati, che non risparmiavano le case dei ricchi
mercanti del sale. Le razzie dei pirati provocarono l'
intervento della Francia nel 1753, che in seguito avanzò
delle pretese sull' arcipelago. |
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Respinti l'
anno seguente da una nave da guerra inglese proveniente
dalle Carolinas, i francesi occuparono di nuovo Grand Turk per
brevi periodi nel 1778 e nel 1783. |
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Le isole
entrarono formalmente a far parte delle Bahamas nel
1799, ma nel 1848, dopo una petizione dei residenti di
Turks e Caicos, ottennero l' autogoverno sotto la
supervisione del governatore della Giamaica. |
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Nel 1872 le
isole furono annesse alla Giamaica, alla quale
resteranno unite fino al 1962, quando ritorneranno alle
Bahamas. Nel 1973 Turks e Caicos diventarono una Colonia
della Corona, indipendente dalla Gran Bretagna. |
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Nel gennaio
1996 tra il governatore dell' arcipelago e gli abitanti
si sono verificati momenti di tensione: il governatore
ha avanzato l' ipotesi che il governo e la corruzione
della polizia abbiano trasformato le isole in un
paradiso per i trafficanti di droga, e il governo
inglese inviò la nave da guerra Brave a pattugliare la
costa di Turks e Caicos, ma la tanto temuta rivolta
popolare finì nel nulla. |
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Alla fine degli
anni '90, divenne evidente come Turks e Caicos fossero
una delle principali basi del traffico di stupefacenti e
del riciclaggio di denaro. Il governo britannico iniziò
ad essere più pressante, nel tentativo di risanare la
situazione. Al contempo, però, venne decriminalizzata l'
omosessualità, fu estesa la cittadinanza britannica agli
abitanti dell' isola e fu abolita la pena di morte. |
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Il sistema
legale di Turks e Caicos è basato sul Common Law
inglese, con un numero minore di leggi adottate da
Giamaica e Bahamas.
Il sovrano del Regno Unito è il capo dello stato
rappresentato da un governatore. Il capo del governo è
il primo ministro. Il Consiglio Esecutivo è formato da
tre membri ex officio e cinque scelti dal governatore
tra i membri del Consiglio Legislativo. Non ci sono
elezioni: il governatore è scelto dal sovrano e il primo
ministro è scelto dal governatore. |
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