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Caraibi,
isole nella corrente |
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CUBA |
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CUBA |
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Il 24 ottobre
1492 Cristoforo
Colombo avvistò
Cuba durante il
suo primo
viaggio e ne
rivendicò il
dominio a nome
della Spagna. |
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Dopo quattro
secoli di
occupazione
spagnola , che
portò allo
sterminio di
tutti i nativi e
all’ importazione
di schiavi
dall’ Africa per
le piantagioni
di zucchero,
Cuba passò
sotto il
protettorato USA
nel 1902. |
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Nel 1952,
appoggiato dalle grandi compagnie dello
zucchero e subito legittimato dagli
Stati Uniti, prese il potere Fulgencio
Batista con un colpo di stato. |
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Svendute a
compagnie USA il 90% delle miniere di
nichel e delle proprietà terriere, l'
80% dei servizi pubblici e il 50% delle
ferrovie, il dittatore Batista
trasformò Cuba nella capitale del gioco
d' azzardo e della prostituzione.
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Cuba é il
completamento di Miami per i
divertimenti, dicevano, mentre esponenti
della mafia americana si impadronivano
di alberghi, case da gioco e di
prostituzione. |
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Molti esuli cubani
ricordano con nostalgia quel periodo di
libertà senza freni e denaro a fiumi,
prima dell’ arrivo di Fidel Castro. Sbarcato a
Cuba nel 1958 con 82 volontari,
tra cui Ernesto Che Guevara,
Castro si attestò sui monti
della Sierra Maestra. Si
lasciarono crescere la barba,
divennero i barbudos, riuscirono
a mettere insieme un piccolo
esercito popolare che attraversò
tutta l' isola, e sconfissero a
Santa Clara, il 30 dicembre del
1958 il corrotto esercito di
Batista.
Il dittatore fuggì
la notte di capodanno del 1959 e l' 8
gennaio Fidel Castro e i barbudos,
entrarono trionfanti all' Avana.
Le relazioni fra
il regime di Castro e gli Stati Uniti
furono da subito conflittuali. |
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Castro proclamò la rivoluzione sociale,
nazionalizzando l’ industria,
espropriando i latifondi con riforma
agraria e riunendo in cooperative le
piccole aziende.
Ernest Hemingway
appoggiò Fidel Castro
fin dall' inizio.
Regalò nel 1960 al
popolo cubano la sua
villa Finca Vigia, a 12
km dall' Havana, dove
aveva scritto e vissuto
per oltre 20 anni. |
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Il presidente
Kennedy appoggiò nel 1961 uno sbarco
armato di esuli cubani sulle coste della
Baia dei Porci per organizzare la
controrivoluzione.
Lo sbarco fallì e provocò l'
avvicinamento politico del regime di
Castro all' URSS. |
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L’ embargo totale
decretato dagli Stati Uniti verso Cuba,
costrinse l' isola a dipendere
economicamente dall' Unione Sovietica,
che le comprava lo zucchero a prezzo
sopravvalutato.
Il crollo del regime sovietico nei primi
anni Novanta ha determinato per Cuba una
grave crisi economica.
La situazione é migliorata di recente
grazie agli accordi commerciali con
Cina, Venezuela e Bolivia, Paesi vicini
a Fidel Castro. |
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Il 31 luglio del
2006 Castro, per ragioni di salute, si
é dimesso da segretario del Partito
Comunista Cubano, presidente del
consiglio dei ministri e capo delle
forze armate.
A succedergli é stato il fratello Raul,
eletto presidente il 28 febbraio 2008. |
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GIAMAICA |
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GIAMAICA |
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Gronda sangue
la storia della Jamaica.
Gronda del sangue di migliaia di africani strappati alle
proprie terre, e fatti schiavi per la raccolta dello
zucchero dall’ impero britannico, tra la fine del '600 e
la metà dell’ 800. |
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Questa nazione
a larga maggioranza nera, dove il potere era tenuto da
pochissimi bianchi, divenne una nazione ad alto
potenziale di violenza.
Cristoforo Colombo sbarcò in Giamaica nel 1494.
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L' ammiraglio
britannico William Penn si impadronì dell'isola nel
1655.
Durante i primi 200 anni di dominio britannico, la
Giamaica divenne la prima nazione al mondo per le
esportazioni di zucchero grazie all' uso massiccio del
lavoro degli schiavi importati forzatamente dall' Africa.
In un numero tale che la popolazione dei neri superò
quella dei bianchi con un rapporto di 20 a 1.
Di qui la lunga serie di ribellioni che portò ad
abolire la schiavitù nel 1834. |
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La Giamaica
ottenne piena indipendenza staccandosi dalla Federazione
delle Indie Occidentali e dal Regno Unito il 6 agosto
1962.
Ma pace non ci fu.
La lotta tra il Partito Nazionale del Popolo e il
principale partito di opposizione, il Partito Laburista
Giamaicano, entrambi aiutati da bande rivali armate di
Kingston, impegnate nel traffico di cocaina, condusse a
esplosioni di violenza e servì solo ad impoverire
ulteriormente la popolazione giamaicana. |
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Il risultato di questo cocktail di violenza, droga e
povertà fu la brutale guerra che si verificò per le
strade di Kingston a partire dalla metà degli anni
novanta in poi. Così Kingston si é guadagnata la triste
fama di essere una delle città più violente del
mondo.Ma
Kingston é anche la culla del Rastafarianismo.
Il movimento deriva dai termini Ras (principe) e
Tafari (da temere) in onore dell’ imperatore
etiope Hailé Salassié, e nacque in Jamaica alla
fine degli anni venti come rivendicazione del
nazionalismo nero. |
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Padre
ideologico ne fu Marcus Garvey, creatore di un’
associazione per il miglioramento della
condizione negra nel mondo, e sostenitore del
ritorno alla madre Africa.
Le idee di Garvey
attecchirono facilmente in un paese povero come
la Jamaica, oppresso da anni di colonialismo
britannico.
I rastafariani asseriscono che la
razza africana é una tra le predilette da Dio e
la loro dottrina prende spunto dalla Bibbia.
I “Rasta” rifiutano il principio cristiano della
redenzione dopo la morte, in quanto convinti
che il paradiso esista sulla terra, si nutrono solo
di cibi naturali e non
ambiscono a possedere beni materiali. Gran parte dei
Rastafariani fuma la marijuana asserendo che li aiuta a
restare in contatto con Dio, prendendo spunto da un
salmo della bibbia nel quale é scritto “Fai crescere il
fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’ uomo”.
Il “rasta” più
famoso é Bob Marley, il cantante che ha fatto conoscere
al mondo il Reggae, la musica di protesta nata nei
ghetti di Kingston. |
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HAITI |
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HAITI |
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Dal Sud
America, seguendo le correnti marine a bordo di canoe a
bilanciere, i primi abitanti di Haiti raggiunsero l’
isola intorno al 2600 a.C., quattromila anni prima di
Cristoforo Colombo. Poi, intorno al 250 a.C, arrivarono
gli Arawak, da lì diffondendosi in tutte le Antille. Una
terza ondata migratoria, dal Venezuela, colonizzò le
Antille circa 2000 anni fa e verso il 700 d.C. occupò
Haiti e gran parte delle isole vicine. Questa
popolazione erano i Tainos (gente cordiale), si calcola
che circa 400.000 di loro vivessero a Hispaniola quando
approdò Cristoforo Colombo . La maggior parte dei Tainos
morì nel giro di 25 anni in seguito alle violenze degli
schiavisti spagnoli o a causa delle malattie portate dai
conquistatori. Oltre che per la loro buona educazione, i
miti Tainos vanno ricordati per aver donato al mondo il
barbecue, il tabacco, la canoa e l’ amaca: tutte parole
derivate dalla loro lingua. |
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Estinti i
Tainos, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi
africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro.
L' interesse spagnolo verso Hispaniola, diminuì
notevolmente a partire dagli inizi del Sedicesimo
secolo, quando immense riserve di oro e argento furono
scoperte in Messico e in Perù. |
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Nel 1606, il
sovrano spagnolo ordinò a tutti i coloni di spostarsi
nei pressi della capitale di Hispaniola, Santo Domingo:
ciò al fine di proteggere la popolazione dell' isola
dagli attacchi dei pirati.
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Ciò,
tuttavia, permise ai pirati inglesi, olandesi e
francesi di stabilirsi lungo le coste
settentrionali e occidentali, ora abbandonate:
particolarmente famosa divenne la Fratellanza
della Costa, composta da bucanieri e schiavi
fuggiti, maroons.
In particolare, i francesi cominciarono a
colonizzare l' isola nel 1625, ma fu solo nel
1664 che la Francia rivendicò il suo dominio
sulla porzione occidentale di Hispaniola.
Nel 1697, con il Trattato di Ryswick, la Spagna
cedette ufficialmente la porzione più
occidentale di Hispaniola alla Francia: la nuova
colonia fu ribattezzata Côte française de
Saint-Domingue.
Mentre la parte spagnola dell' isola era poco
considerata dalla Corona spagnola, la parte
francese conobbe un periodo di prosperità
economica che la rese la più ricca delle colonie
dell' emisfero occidentale: ciò grazie,
soprattutto, alle notevoli esportazioni di
zucchero e cacao.
Saint Domingue (nome presto cambiato in Haiti)
produceva tante ricchezze che un coltivatore
affermò, prima di tornarsene a Parigi con la
fortuna accumulata “Pianti canna da zucchero e
il terreno si trasforma in oro”. |
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Le due città
principali, Cap Francaise a nord e Port au Prince a sud
erano ricche e fiorenti, dotate di buone scuole,
ospedali efficienti, bei teatri, strade pulite su cui
correvano belle carrozze, decine di negozi che offrivano
tutto quello che si sarebbe potuto trovare nelle
migliori città francesi. Quella bella terra era abitata
dai migliori cittadini dei caraibi: coloni francesi
istruiti e gran lavoratori e schiavi africani di prima
qualità. Il problema di Haiti era la sua stessa
popolazione, composta da 3 diversi gruppi etnici che si
odiavano a vicenda : gli europei (circa 32.000 nel 1790)
che detenevano il controllo politico ed economico, la
gens de couleur (28.000 individui liberi e di sangue
misto, di cui la metà mulatti, definibili come classe
sociale di status inferiore) e, infine, gli schiavi
africani (ben 500.000). I feroci disordini durati dal
1789 al 1809 avrebbero scavato tra loro abissi tali da
rendere inevitabile lo scoppio di una tragedia. |
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Sull'
onda della Rivoluzione Francese, la gens de
couleur cominciò a fare pressione sul governo
coloniale per ottenere maggiori diritti. Nell'
ottobre 1790, 350 di essi si ribellarono al
governo mentre, il 15 maggio 1791, l' Assemblea
Nazionale francese concesse i diritti politici a
tutti i mulatti e i neri nati liberi (senza,
tuttavia, mutare lo status di coloro che erano
ancora schiavi).
Il 22 agosto del 1791, gli schiavi della zona di
Cap-Français (ora Cap-Haïtien) si ribellarono ai
loro padroni.
La ribellione degli schiavi si
diffuse rapidamente sotto il comando di
Toussaint L' Ouverture.
Egli si alleò quindi con la gens de couleur, i
cui diritti erano ora stati revocati dal governo
francese, spaventato dalle rivolte. Le forze di
Toussaint ebbero la meglio sull' esercito
coloniale francese: i due schieramenti,
tuttavia, si unirono nel 1794, in seguito all'
emanazione di un decreto con cui il governo
rivoluzionario francese abolì la schiavitù.
Sotto la guida di Toussaint, il nuovo esercito
di Saint-Domingue sconfisse le truppe di
invasione britanniche e spagnole. |
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La cooperazione
tra i due schieramenti ebbe però termine nel 1802,
quando Napoleone Bonaparte spedì un nuovo esercito al
fine di riottenere il controllo dell' isola: l' esercito
inviato da Napoleone, infatti, era malvisto dagli
isolani, che temevano la reintroduzione della schiavitù.
Inizialmente, le forze inviate dal Bonaparte ebbero la
meglio sugli isolani, costringendo Touissant alla
tregua. Tradito e catturato, Toussaint morì poi in una
prigione francese. Ciò non fece altro che riaccendere
gli animi dei ribelli: Jean-Jacques Dessalines e Henri
Christophe, a capo di altri schieramenti in lotta,
decisero di interrompere la tregua e riprendere a
combattere. Nel frattempo, le truppe napoleoniche furono
bloccate da una epidemia di febbre gialla scoppiata
sull'isola. |
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Il 18
novembre 1803 l'esercito di Dessalines sbaragliò
i francesi nella Battaglia di Vertières. Il 1
gennaio1804 l'ormai ex colonia dichiarò la sua
indipendenza, divenendo così il secondo paese,
dopo gli Stati Uniti, del continente americano a
dichiararsi indipendente: Dessalines ne divenne
il primo presidente. Saint-Domingue venne dunque
ribattezzata Haiti in ossequio alla popolazione
degli arauachi, i quali chiamavano l'isola
Ayiti.
Il 1° gennaio 1804 Dessalines proclamò
l’indipendenza di Haiti, che divenne la prima
repubblica governata da neri.
La nuova repubblica, però, non era destinata a
durare a lungo. Ben presto, infatti, Dessalines
s’incoronò imperatore, promulgò una costituzione
che gli dava un potere assoluto e fece
pattugliare il paese dal suo esercito,
sterminando tutti i bianchi che erano stati così
pazzi da restare in questa parte dell’isola. Le
potenze economiche isolarono il paese
economicamente e, quando Dessalines impose un
decreto militare che costringeva molti neri a
tornare a lavorare nelle piantagioni, fu
catturato e ucciso in un’ imboscata. |
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La conseguente
guerra civile precipitò il paese in un lungo periodo di
disordini. Il governo annetté il resto di Hispaniola nel
1821, e la metà orientale dell’ isola rimarrà sotto il
controllo haitiano fino al 1849, quando si dichiarerà
indipendente con il nome di Repubblica Dominicana. Tra i
22 capi di stato che governarono Haiti dal 1843 al 1915,
uno solo riuscì a portare a termine il suo mandato;
tutti gli altri vennero assassinati o costretti all’
esilio.
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L’ importanza
strategica di Haiti fu ulteriormente messa in evidenza
dall’ apertura del Canale di Panama, e allorché uno dei
presidenti haitiani fu ucciso durante una violenta
rivolta nel 1915, le truppe statunitensi confiscarono i
depositi aurei di Haiti, riorganizzarono la costituzione
e sciolsero l’esercito. Avviarono inoltre varie opere
pubbliche, e costruirono ospedali, cliniche e strade
utilizzando il lavoro forzato dei carcerati. |
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Gli americani
trattavano direttamente con le classi superiori mulatte,
e i neri, sconfitti, iniziarono ad adottare la filosofia
del Noirisme (che corrisponde grossomodo al 'Blackism'
degli Stati Uniti). Valorizzando la cultura haitiana e
rivendicando la molto criticata religione vudù, la
popolazione nera trovò fonti di ispirazione per la
propria resistenza semi-pacifica e un leader della
propria identità culturale nel popolare agitatore dottor
François 'Papa Doc' Duvalier. |
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Quando gli
americani se ne andarono nel 1934, lasciarono dietro di
sé qualche infrastruttura e un’ economia a pezzi, e
molti haitiani andarono a lavorare nelle piantagioni di
canna da zucchero di Santo Domingo, provocando tensioni
razziali ed economiche terminate tragicamente con una
pulizia etnica che fece 20.000 vittime tra gli haitiani.
Il divario tra mulatti e
neri, intanto, continuava ad |
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allargarsi, e le caotiche elezioni del 1956
(durante le quali fu concesso per la prima volta
il diritto di voto alle donne) condussero al
potere 'Papa Doc' Duvalier, che portava avanti
un programma alquanto esotico, un misto di
nazionalismo, razzismo e misticismo.
I mulatti contestarono i risultati delle
elezioni, organizzando uno sciopero a
Port-au-Prince, ma Duvalier sguinzagliò i suoi
cagoulards, delinquenti reclutati nei quartieri
poveri che agivano con il volto coperto, e
costrinse i negozi a riaprire. I cagoulards, che
in seguito verranno chiamati Tontons Macoutes
dallo spauracchio di una fiaba locale che porta
via i bambini nel suo sacco, diventarono le
truppe non ufficiali di Duvalier, che
indossavano ‘uniformi’ in denim con sciarpe
rosse e occhiali da sole. |
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Alla morte di
Duvalier nel 1971, la costituzione da lui riscritta
garantiva la presidenza al figlio Jean Claude 'Baby Doc'
Duvalier. Il nuovo presidente fece da moderatore tra i
‘modernizzatori’ mulatti e avviò delle brutali
repressioni degli oppositori politici, senza che la
comunità internazionale intervenisse.
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Ma all’
inizio degli anni '80 i funzionari statunitensi
identificarono Haiti come una zona ad alto
rischio per l’allora poco noto virus dell’ AIDS
e il turismo crollò.
Un fallimentare programma statunitense per
debellare una malattia dei suini, a causa del
quale furono uccisi per errore 1,7 milioni di
animali, danneggiò ulteriormente la già fragile
economia rurale. La conseguente situazione di
caos costrinse la famiglia Duvalier all’esilio,
con gran giubilo della popolazione stremata.
Il luogotenente generale Henri Namphy,
confidente di Duvalier, fu nominato presidente
dai militari, ma un’organizzazione di matrice
cattolica si era nel frattempo guadagnata il
favore degli abitanti e un giovane prete, padre
Jean-Bertrand Aristide, aveva apertamente
manifestato le sue dure critiche nei confronti
del nuovo governo. Le elezioni del 1987 furono
vinte a larga maggioranza da Namphy, ma nel giro
di un anno un altro colpo di stato portò al
potere un nuovo generale, Prosper Avril. |
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Avril fuggì dal
paese nel 1990 e le successive elezioni avrebbero visto
fronteggiarsi i soliti personaggi se la candidatura
all’ultimo minuto di Aristide, con lo slogan 'Lavalas'
(Inondazione) non avesse portato la gente in massa alle
urne, per cui il giovane prete divenne il nuovo
presidente di Haiti. |
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Aristide trascorse i suoi primi mesi di governo
avviando delle riforme e facendosi dei nemici, e
migliaia di persone morirono durante un nuovo
colpo di stato nel settembre 1991, dal quale il
presidente si salvò. Venne quindi annunciato un
imbargo internazionale, ma la situazione balzò
sulle prime pagine dei giornali a metà degli
anni ’90, quando 38.000 haitiani in fuga dalle
violenze si riversarono sulle spiagge degli
Stati Uniti e di altre isole caraibiche – in
pieno periodo elettorale per l’America.
Alle forze di polizia inviate dalle Nazioni
Unite fu impedito di sbarcare dai risorti
Macoutes e nel 1994 l’ex presidente americano
Jimmy Carter negoziò l’esilio di Cédras e il
ritorno di Aristide, che era però a un solo anno
dalla scadenza del suo mandato. Le elezioni del
1995 sancirono l’ascesa al potere del protetto
di Aristide, René Préval, ben presto accusato di
collaborare con le solite istituzioni elitarie
haitiane, perciò Aristide fondò un proprio
partito, La Fanmi Lavalas. |
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I dissidi tra i
sostenitori di Aristide e gli oppositori provocarono la
cancellazione delle elezioni parlamentari del '97 e '98,
impedendo a Préval di nominare un primo ministro. L’
uragano Georges colpì duramente il paese nel 1998,
devastandone l’economia, e i 200 soldati delle truppe di
pace inviate dalle Nazioni Unite rappresentarono quindi
un rimedio inefficace contro la crisi, senza contare che
i 7000 rinforzi promessi non giunsero mai nell’ isola. |
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Préval indisse
nuove elezioni parlamentari per l’aprile 2000, ma cambiò
idea all’ultimo momento decidendo di governare soltanto
per decreti. Il suo vecchio mentore Aristide, 'Titid'
per i sostenitori, contestò le elezioni del novembre
2000 balzando nuovamente in primo piano sulla scena
politica. |
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Nel 2000
Aristide iniziò il suo secondo mandato, con scadenza nel
2006. Accusato dai suoi oppositori di aver adottato un
atteggiamento dittatoriale, assediato dai ribelli, il
‘prete delle bidonville’, che rappresentava le speranze
del popolo haitiano, il 29 febbraio del 2004 è fuggito
in esilio nella Repubblica Centrafricana.
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Le nuove
elezioni del febbraio 2006 hanno portato René Préval ad
essere rieletto presidente (tuttora in carica). |
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Gia' devastata
dal terremoto del 12 gennaio 2010, lo stato di Haiti e'
nuovamente colpito da una catastrofe naturale: l'uragano
Tomas che ha colpito il 06 novembre 2010 ed ha aggiunto
dolore a dolore.
Sembra che non ci possa essere pace per questa
sfortunatissima nazione. |
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ISOLE
SOPRAVENTO |
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CARRIACOU |
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Carriacou fu
colonizzata nel XVII secolo da pescatori di tartarughe e
da coloni della Guadalupa.
Nel 1763 divenne possedimento inglese, fu poi occupata
dai francesi durante la guerra d' indipendenza americana
e tornò agli inglesi nel 1784. |
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DOMINICA |
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Gli Indios Caribi l' avevano battezzata
Waitikubuli, che significa grande é il
suo corpo. Poi il 3 novembre 1493 arrivò
Colombo e la chiamò Dominica.
Nel 1607, il capitano John Smith e il
suo equipaggio fecero scalo, per un paio
di giorni, alla colonia portuale di
Porstmouth prima di dirigersi a nord,
dove fondarono Jamestown, la prima
colonia britannica permanente del Nord
America. La Francia rivendicò il
possesso dell’ isola nel 1635 e nella
prima metà del Settecento mandò un
governatore che formalmente ne prese
possesso.
Contesa tra Francia e Inghilterra
durante le guerre per il possesso delle
colonie durante tutto il XVIII secolo,
l’ isola subì l’ avvicendarsi del
dominio delle due potenze europee.
Infine, con il trattato di Parigi del
1763, i francesi la cedettero di
malavoglia agli inglesi, tentando di
riconquistarla, senza riuscirci, nel
1795 e nel 1805. Dopo il 1805 l’ isola
restò definitivamente in mano agli
inglesi, che vi svilupparono le
piantagioni di canna da zucchero sui
pendii più accessibili. |
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Gli inglesi
amministrarono l’ isola come parte della Federazione
delle Isole Sottovento fino al 1939, anno in cui fu
trasferita nella Federazione delle Isole Sopravento. |
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Nel 1967
Dominica ottenne l’ autonomia per il controllo degli
affari interni e divenne uno stato associato delle Indie
Occidentali. Nel 1978, nel 485° anniversario della sua
scoperta da parte di Colombo, Dominica divenne una
Repubblica indipendente nell' ambito del Commonwealth. |
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Nel 1980 fu
eletto primo ministro Mary Eugenia Charles, la prima
donna a capo di uno stato caraibico. In un anno
sopravvisse a due golpe falliti, tra cui un attentato
organizzato da Patrick John, che assoldò soldati
mercenari appartenenti al Ku Klux Klan. |
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Nel 1983, il
primo ministro Mary Eugenia Charles, presidente dell’
Organizzazione degli stati dei Caraibi Orientali,
appoggiò l’ invasione americana a Grenada, e inviò una
forza simbolica di truppe dominicane. In cambio, gli
Stati Uniti aumentarono gli aiuti finanziari a Dominica,
che servirono, tra le altre cose, ad asfaltare le strade
dell’ isola. Dopo un incarico durato 15 anni, la Charles
si dimise nel 1995. Nel 2004 é stato nominato Primo
Ministro Roosevelt Skerrit, il più giovane primo
ministro dal 1978, anno dell’ indipendenza dell’ isola. |
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GRENADA |
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Cristoforo Colombo
avvistò Grenada nel 1498 durante il suo
terzo viaggio nel Nuovo Mondo, giudicò
l' isola troppo fuori mano rispetto alle
rotte commerciali e passò oltre. Il
primo insediamento europeo risale al
1609, quando 208 coloni inglesi
cercarono di coltivare il tabacco, ma
furono costretti ad abbandonare l' isola
in seguito ai ripetuti attacchi dei
Caraibi. |
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Nel 1650 il
governatore francese della Martinica Du
Parquet acquistò Grenada dai locali per
qualche scure e poche bottiglie di grog
e vi insediò 200 coloni francesi, poi
inviò un contingente di soldati per
scacciare i nativi che li molestavano.
Gli indiani piuttosto che sottomettersi
ai coloni, si suicidarono in massa
gettandosi dalle scogliere a picco sul
mare.I francesi crearono piantagioni di
indaco, tabacco, caffè, cacao e canna da
zucchero, nelle quali misero a lavorare
gli schiavi portati dall' Africa.
Grenada rimase sotto controllo francese
fino al 1762, anno in cui fu conquistata
dagli inglesi. Poi l'isola fu contesa
tra Francia e Inghilterra finché non fu
ceduta alla Gran Bretagna nel 1783. Nel
1877 fu dichiarata colonia della corona
britannica e nel 1967 entrò a far parte
del Commonwealth. |
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Nel 1973
Grenada e le vicine isole
Grenadines, Carriacou e Petit
Martinique, adottarono una
costituzione e l' anno seguente
raggiunsero l' indipendenza. Con
un colpo di stato incruento
Maurice Bishop prese il potere
nel 1979. Nonostante l' appoggio
popolare, la sua politica di non
allineamento e filosocialista
non piacque agli Stati Uniti.
Isolato dall' Occidente, Bishop
chiese aiuto a Cuba che iniziò
la costruzione di un aeroporto a
Grenada. Nel 1983 Bishop fu
rovesciato dai fautori della
linea militare e messo agli
arresti domiciliari. In seguito
alla protesta di 30.000 persone
(un terzo della popolazione
dell'isola), radunatesi per
chiedere la sua liberazione,
Bishop fu rilasciato e insieme
al popolo marciò su Fort George.
I militari aprirono il fuoco
sulla folla, uccidendo circa 40
dimostranti. Bishop fu arrestato
insieme a numerosi seguaci e
fucilato. |
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Temendo
intromissioni cubane e il
possibile sequestro di 1000
studenti USA, visto il colpo di
stato del vice primo ministro
Bernard Coard , il Presidente
USA Ronald Reagan convinse il
governo statunitense a decidere
l' invasione americana dell'
isola.
Il 25 ottobre 1983, un' ora
prima dell' alba, Reagan scatenò
l' operazione “Urgent Fury”Vi
prese parte il meglio delle
forze speciali USA: Marines,
Paracadutisti, Rangers, Seals,
Delta Force. Ma il servizio d'
intelligence non fu all'
altezza, le informazioni
mancarono, gli elicotteri
andarono all'
attacco usando cartine |
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turistiche, il fuoco contraereo
e la forte resistenza dei
difensori non erano stati
previsti, due elicotteri furono
abbattuti e ci vollero due
battaglioni di rinforzo e la
schiacciante superiorità aerea
per venire a capo dell'
operazione che costò la vita a
70 cubani, 42 americani e 170
grenadini, comprese le 18
persone morte nel bombardamento
dell' ospedale psichiatrico,
vittime di un tragico errore
dell' esercito americano. Due
mesi dopo la maggior parte delle
truppe si ritirò lasciando un
contingente di forze
statunitensi e caraibiche che
rimase sull'isola per diversi
anni, fino alle elezioni
democratiche del 1995. |
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SAINT
LUCIA |
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Santa Lucia é
situata a est del Mar dei Caraibi sul confine con l'
Oceano Atlantico. |
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Fa parte delle
Piccole Antille e si trova a nord delle isole di Saint
Vincent e Grenadine e a sud della Martinica.
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E’ nel Commonwealth dal 22
febbraio del 1979. |
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I primi a
popolare l' isola furono gli Arawak, che si installarono
sull' isola tra il 1000 e il 500 a.c., sopraffatti poi
dagli indios Caribi Kalinago intorno all' 800 d.C. |
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Il nome dell'
isola era Iouanalao o Hewanorra, l' isola delle iguane. |
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Saint Lucia
sembra non sia mai stata avvistata da Cristoforo
Colombo, si dice che il suo compagno spagnolo Juan de la
Cosa abbia accostato nei primi anni del 1500, ma la
scoperta dell' isola é ancora oggi fonte di
controversie.
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Il primo
europeo ad occuparla fu il francese François le Clerc,
conosciuto come Jambe de Bois (Gamba di Legno), un
pirata che intorno al 1550 si impossessò di Pigeon
Island per attaccare i vascelli spagnoli. |
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Santa Lucia,
per l' importanza strategica del porto naturale di
Castries, fu a lungo contesa tra Francia e Gran
Bretagna, cambiando di proprietà per ben 14 volte tra il
XVII e il XVIII secolo.
Fu solo nel 1814 che gli inglesi la conquistarono
definitivamente.
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Tracce della
dominazione francese rimangono nei nomi dei centri e
delle località dell' isola. |
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A lungo
possedimento britannico, Santa Lucia fece parte per
pochi anni (1958-1962) della Federazione delle Indie
Occidentali. |
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Dopo aver
ottenuto l' autogoverno nel 1967, l' isola raggiunse l'
indipendenza il 22 febbraio 1979. |
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Oltre il 90%
degli abitanti di Santa Lucia é di origine africana. Vi
é una piccola, ma importante dal punto di vista
economico minoranza di mulatti che ammonta al 5% della
popolazione. Seguono europei (1,1%) e indiani Caribi
(3%), primi abitanti dell'isola. La lingua ufficiale é
l'inglese. Viene inoltre parlato un creolo francese. Dal
1960 ad oggi i cattolici sono passati dal 92,4% della
popolazione al 67,5%. Sono aumentati i protestanti,
saliti al 23,1% degli abitanti. Il 2% aderisce al rastafarianesimo. |
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Sir Arthur Lewis |
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Santa Lucia vanta il più
alto tasso di vincitori di Premi Nobel in
rapporto alla popolazione nazionale. Ben due
isolani, infatti, hanno ottenuto tale
riconoscimento: Sir Arthur Lewis vinse il Premio
Nobel per l' Economia nel 1979, mentre Derek
Walcott ricevette quello per la Letteratura nel
1992. Il Nobel a Walcott voce dei Caraibi: nato
a Santa Lucia nei Caraibi nel 1930, ha espresso
la voce poliglotta e polifonica dei Caraibi,
ribollenti di fermenti e di lingue, punto d'
incrocio di civiltà diverse: lì cinquecento anni
fa avvenne il primo incontro e il primo impatto
della scoperta del Nuovo Mondo, di lì oggi
partono autorevoli ed elevati messaggi come
quelli di Walcott a risvegliare la nostra
coscienza di eurocentrici. Walcott non e' molto
conosciuto al grande pubblico, ma e' oggetto di
ammirazione per chi pratichi le "nuove
letterature". |
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Derek Walcott |
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Educato all'
università delle West Indies, é fra i pochi ad aver
scelto con grande coraggio, quasi una sfida, di restare
nei Caraibi. |
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SAINT
VINCENT |
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Quando gli spagnoli
avvistarono per la prima volta Saint Vincent,
l'isola era densamente popolata da indios Caribi, che dall’ isola avevano cacciato i
nativi Arawak.
I Caribi erano dei duri e diedero molto filo da
torcere ai coloni europei.
Gli schiavi africani divennero i primi residenti
non caraibici che si stabilirono sulle isole.
Arrivarono nel 1675, fuggendo da una nave
olandese che stava affondando. Nessun membro
dell'equipaggio europeo sopravvisse, e gli
africani vennero assimilati nella società
caraibica.
I loro discendenti vennero chiamati Caribi
neri, per distinguerli dai nativi Caribi
gialli. I Caribi erano ostili a tutti gli
europei, ma odiavano gli inglesi, che volevano
tutti i Caraibi per la Corona.
Per cui i Caribi permisero ai francesi di
costruire il primo insediamento europeo sull'
isola all'inizio del 1700.
Poco dopo aver ceduto agli inglesi l' isola di
Saint Vincent in seguito al Trattato di Parigi,
i francesi istigarono i Caribi contro i coloni
inglesi: molti di essi vennero uccisi e le
piantagioni bruciate. Gli inglesi risposero con
un memorabile sbarco di marines sull' isola di
Saint Vincent e deportarono oltre 5000 Caribi a Roatan, isola al largo dell' Honduras. Fine di
ogni ribellione. |
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Da allora St
Vincent fu britannica e i proprietari delle piantagioni
vi si stabilirono con successo fino al 1812, quando una
grande eruzione del vulcano La Soufrière distrusse gran
parte delle piante di caffè e di cacao. |
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Nel 1834 la
schiavitù venne abolita e i proprietari delle
piantagioni furono costretti a liberare oltre 18.000
schiavi. I neri non lavorarono più nelle piantagioni e i
proprietari cominciarono a reclutare manodopera
straniera. Ma un uragano nel 1898 e un' altra eruzione
nel 1902 distrussero ciò che rimaneva dell' economia
della piantagioni. |
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Nel 1969, Saint
Vincent ottenne un parziale autogoverno in associazione
con la Gran Bretagna e nel 1979 Saint Vincent e
Grenadine acquisì la piena indipendenza come membro del
Commonwealth. Lo stesso anno vi fu un' altra eruzione
del La Soufrière, che ricoprì quasi tutta l' isola con
una spessa coltre di cenere. Ventimila persone si
trasferirono nei villaggi settentrionali di Saint
Vincent. Inoltre, nel 1980 e nel 1986, due potenti
uragani portarono altre devastazioni sulle isole. |
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Da allora a St
Vincent ci si occupa meno di agricoltura e più di
finanza offshore. Quella perbene, però. Nel 2003, una
commissione di controllo ha rimosso Saint Vincent e
Grenadine dalla lista di paesi accusati di gestire il
riciclaggio di denaro sporco. |
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