Caraibi, isole nella corrente

 
 

HOME  |  STORIA  |  ISOLE  |  HOTEL  CALENDARIO REGATE  |  GOLF  |  MUST  |  PESCA  |  NOTIZIE  CARNEVALE  |  SERVIZI  |  CONTATTI

 

CUBA

 
 

ISOLE

Bermuda
Bahamas
Turks & Caycos
Cuba
Cayman
Giamaica
Repubblica Dominicana
Haiti
Puerto Rico
Isole Vergini
Isole Sottovento
Antille Francesi
Isole Sopravento
Barbados
Trinidad & Tobago
Antille Olandesi

INFORMAZIONI

Territorio - Clima -
Informazioni pratiche
Cosa vedere
Voli
Sport
Ristoranti
Divertimenti
Shopping
Galleria fotografica
Rent a ...
Cambio Valuta Caraibi
Meteo
 

HOTEL

All Inclusive Hotels
Beach Hotels
Business & Events Hotels
City Centre Hotels
Countryside Hotels
Family Hotels
Golf Hotels
Historic Hotels
Honeymoon Hotels
Self-Catering Hotels
Best hotel by Trip Advisor Rating
 

STORIA

Dagli schiavi della canna da zucchero al turismo per tutti
 

COSA VEDERE: SANTIAGO DE CUBA

Era convinto che fosse Cipango (Giappone), invece era Colba, Cuba. Sulla groppa degli Alisei, Cristoforo Colombo, traversò l’Atlantico. Era il 1492 e quello un viaggio destinato a segnare la storia. Il celebre navigatore scoprì una regione incantata dai suoi stessi miti e una costa antica e inconsueta. Quando lasciò San Salvador, Colombo volle addentrarsi nel dedalo di isolotti e piccoli arcipelaghi che si schierano verso Cuba, dove vi approdò il 28 ottobre 1492. Fu sete di conquista e fame d’oro? Fu avventura? Fu in nome dell’evangelizzazione o Colombo si affacciò sugli abissi delle proprie ambizioni? Se ne è discusso e si continuerà a farlo. “Colombiani e anticolombiani” si scontreranno ancora in una guerriglia intellettuale senza fine.
Testimone di un passato coloniale, leader di rivolta, teatro di un presente vivace, Santiago de Cuba rappresenta la città più tipicamente cubana. Per la sua maniera di essere, la storia l’ha definita “rebelde ayer, hospitalaria hoy, heroica siempre”.Fondata dagli spagnoli nel 1514 e meta ambita di ogni navigatore, la città è una rete a maglia stretta di vicoli e strade che scivolano nel mar caraibico: piazze e viali fino a “ieri” campi di battaglia, case dai pesanti soffitti, nascondigli di eroi e martiri .Gli orientali, come vengono chiamati gli abitanti della provincia di Santiago, i discendenti degli indios Siboney, degli schiavi haitiani, dei trovatori francesi, dei colonizzatori spagnoli e con sangue di bucanieri, si ritrovano tutte le sere nella piazza di Céspedes, al ritmo della conga, della rumba e della cucaracha.

PERCUSSIONI
 
MUSICA CARAIBICA: un mondo di suoni
 

Intanto nelle boteguite, il ròn Carta Blanca si sfida col più ricercato Anejo (vecchio di sette anni) e l’aristocratico Daiquiri, tanto amato da Hemingway, col piccantissimo Cubanito.

RUM - SIGARI
 
Rum - Rhum - Ron
Sigari

Dalle finestre delle case il profumo del “lechon” (maiale con riso e fagioli neri) invade i vicoli serrati dalle mura. Ancorata nella sua baia, circondata dalla sierra e dalle piantagioni di canna, Santiago de Cuba non è solo un’immagine colorata ma è il risultato della propria storia sin dai tempi più antichi.

LECHON
CARAIBI IN CUCINA

“Viva Cuba Libre” fu il grido che si levò, a Santiago, nel 1869, dalla gola di un nero, Cornelio Robert. Ci vollero quasi trent’anni per liberarsi dagli spagnoli e altri sessant’anni per ammainare la bandiera statunitense.Il 26 luglio 1953 l’assalto alla Caserma Moncada. Santiago de Cuba è ancora protagonista. La rivoluzione esplose con gli alfieri che fecero divampare un incendio di illusioni in tutta l’America latina: Fidel Castro col fratello Raul, Camillo Cienfuegos, Frank Paìs e lui, il “Che”.
E Guevara, con la sua stella in fronte, occhi liquidi e profondi, capelli al vento, vive ancora una giovinezza perenne, sui cartelloni policromi, sui distintivi, nel cuore della gente sin da quel 1 gennaio 1959, quando Batista lasciò definitivamente Cuba.

FIDEL CASTRO - CHE GUEVARA

http://www.ilreporter.com
 

STUDIOAEF

 

 

 
 
 

MAPPA DEL SITO